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Gli animali sono davvero in grado di prevedere i terremoti?

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A molti di noi sarà capitato di sentire affermare, o di affermare in prima persona, che i propri animali domestici hanno “avvertito” il terremoto poco prima che arrivasse: ma è davvero possibile? Quale senso rende gli animali – più o meno domestici – in grado di “predire” i terremoti?

Gli episodi eclatanti sono numerosi, e non sono mai stati ritenuti delle coincidenze dal popolo degli studiosi, anzi: fin da subito le correlazioni tra comportamento animale modificato ed imminente sisma furono ritenute degne di approfondimento. Già nel 1975 si ha traccia documentata di alcuni fenomeni di massa, che riguardarono due ben distinte popolazioni animali in periodi antecedenti ad un sisma.

Durante l’inverno di quell’anno, nella località di Hai Chen in Cina, ci fu una violenta scossa di terremoto pari a 7,3 della scala Richter: ebbene, un mese prima che ciò accadesse tutti i serpenti maculati di quella zona abbandonarono le proprie tane. Il fatto fu notato perché avvenne in un periodo con temperature prossime allo zero, che normalmente inducono questi animali a sangue freddo a rimanere in letargo: ma i serpenti preferirono rischiare il congelamento piuttosto che fronteggiare il sisma. Come se non bastasse, nella stessa zona, proprio alcune ore prima del terremoto, tutti i gatti divennero improvvisamente molto irrequieti ed iniziarono a fuggire dalle abitazioni portando con sé i propri cuccioli: le autorità locali non ebbero esitazioni e decisero per l’evacuazione immediata.

Molte vite furono così salvate. Anche in Italia, prima del terremoto di magnitudo 5,8 della scala Richter che colpì L’Aquila il 06 aprile del 2009, alcuni animali avevano avuto una “premonizione”: si trattava dei rospi che popolavano uno stagno a 74 Km dall’epicentro durante il periodo dell’accoppiamento, ed erano, casualmente, oggetto di studio della Dott.ssa Grant dell’università americana di Milton Keynes. Cinque giorni prima del sisma, il 96% dei soggetti abbandonò improvvisamente le pratiche dell’accoppiamento fuggendo dallo stagno. Molte altre esperienze di privati sicuramente depongono a favore di questa tesi: gli animali hanno un sesto senso.

Ma di che si tratta esattamente? Davvero difficile dirlo: infatti non si possono condurre altro che studi retrospettivi sul tema, dal momento che non possiamo sapere a priori dove si verificherà un terremoto (e nel caso, le priorità sarebbero comunque altre…).

Perciò le spiegazioni scientifiche fino ad oggi avanzate sono soltanto delle ipotesi: tra queste, la più attendibile ci parla di consistenti mutamenti nelle cariche ioniche presenti nell’aria, che aumenterebbero sensibilmente a causa delle variazioni della crosta terrestre in prossimità di un terremoto. Queste variazioni, che hanno scarsi effetti sull’uomo, quali rare nausee o lievi emicranee, verrebbero invece avvertite in modo molto più deciso dagli animali, che sarebbero in grado di interpretare il segnale di allarme.

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